In breve: la tokenizzazione degli asset reali è il processo con cui un diritto su un bene fisico o finanziario, come un immobile, un'obbligazione o una materia prima, viene registrato come token su un registro programmabile. Il token vale quanto il legame giuridico tra la registrazione e il bene: la tecnologia automatizza trasferimenti e verifiche, ma i diritti nascono da contratti e leggi. Con XDRIP.ch, XDRIP Digital Management LLC realizza registri tokenizzati per accesso, provenienza e idoneità; non emettiamo asset token né prodotti d'investimento.
Che cosa significa tokenizzare asset reali?
La Banca dei regolamenti internazionali (BRI) definisce la tokenizzazione come il processo di registrazione di diritti su beni reali o finanziari, tenuti in un registro tradizionale, su una piattaforma programmabile (BIS Bulletin n. 72, 11 aprile 2023, in inglese). Gli elementi in gioco sono tre:
- Il bene. Un edificio, un macchinario, una partita di merce, un credito o una quota. Alcuni beni hanno già un registro ufficiale, come il registro fondiario per gli immobili; altri no.
- Il registro. L'elenco di chi detiene quale diritto. Di solito è una banca dati gestita da un operatore di fiducia; con la tokenizzazione diventa un registro programmabile, in genere una blockchain.
- Il token. Secondo la BRI, un token unisce uno strato di base, che identifica il bene e il titolare, a uno strato di servizio con le regole d'uso, scritte di solito come smart contract.
«Reale» serve solo a distinguere questi beni da quelli che esistono soltanto on-chain, come le criptovalute.
Come funziona in pratica?
Un progetto di tokenizzazione è soprattutto lavoro giuridico e organizzativo, con uno strato tecnico sopra. La sequenza tipica:
- Definire il diritto. Che cosa rappresenta il token: proprietà, una quota di reddito, un diritto d'uso o soltanto una traccia di provenienza? Da questa scelta dipende tutto il resto.
- Creare il legame giuridico. Un contratto o un accordo di registrazione deve stabilire che il diritto esiste nel token e si trasferisce tramite il token. Senza questo passaggio il token è una voce di database senza un diritto esigibile alle spalle.
- Bloccare il bene fuori dalla catena. La BRI chiama questo passaggio «ramp»: il bene originale deve smettere di circolare nel vecchio sistema mentre il token circola nel nuovo. Per gli immobili il titolo resta nei registri locali, ed è uno dei motivi per cui, secondo la BRI, un'automazione completa è difficile.
- Scrivere la logica del registro. Gli smart contract stabiliscono chi può detenere o trasferire il token, quali verifiche si applicano (per esempio la verifica del wallet o regole di idoneità) e come si correggono gli errori.
- Gestire il ciclo di vita. Metadati, permessi, trasferimenti, correzioni e, alla fine, il rimborso o l'annullamento del token.
Dove si ferma la tokenizzazione?
Il bollettino della BRI è chiaro: la tecnologia non elimina i motivi per cui esistono gli intermediari. Restano le asimmetrie informative tra le parti, le questioni di proprietà giuridica e le regole transfrontaliere. Il suo «continuum della tokenizzazione» riassume il compromesso: i beni facili da tokenizzare, perché già digitali e standardizzati, offrono vantaggi modesti, mentre quelli con il potenziale maggiore, come gli immobili commerciali o i crediti sindacati, sono i più difficili.
Ne derivano due conseguenze pratiche. Primo: un token non cambia il proprietario di un edificio; lo fanno il contratto e il registro. Secondo: ogni progetto deve dire con chiarezza che cosa succede quando la registrazione on-chain e la realtà fuori dalla catena non coincidono.
Come tratta il diritto svizzero i token che rappresentano beni?
In Svizzera ci sono due punti di riferimento. Li descriviamo come contesto, non come consulenza legale.
- Diritti valori registrati. Dal 1° febbraio 2021 l'art. 973d del Codice delle obbligazioni consente di iscrivere un diritto in un registro di diritti valori e di esercitarlo e trasferirlo solo tramite quel registro. Il registro deve soddisfare quattro requisiti: il potere di disporre spetta ai creditori e non al debitore; l'integrità è protetta da modifiche non autorizzate; il contenuto dei diritti, il funzionamento del registro e l'accordo di registrazione sono documentati; i creditori possono verificare le iscrizioni che li riguardano senza l'intervento di terzi.
- Classificazione dei token della FINMA. Nella guida pratica sulle ICO del 16 febbraio 2018, la FINMA distingue token di pagamento, token di utilizzo e token d'investimento. Questi ultimi rappresentano valori patrimoniali, come partecipazioni a beni reali, imprese o flussi di reddito, oppure un diritto a dividendi o interessi; dal punto di vista economico sono paragonabili ad azioni, obbligazioni o derivati e la FINMA li tratta come valori mobiliari. Ogni caso viene valutato singolarmente.
Una panoramica più ampia del quadro svizzero si trova nel nostro articolo sullo sviluppo blockchain in Svizzera.
Che cosa facciamo e che cosa no
I nostri servizi di tokenizzazione creano registri digitali verificabili per accesso, provenienza, idoneità e utilità di prodotto. Il lavoro comprende metadati, permessi, verifica dei wallet, distribuzione di smart contract e integrazione con i sistemi che un'azienda usa già. I nostri Digital Access Records documentano regole di accesso, provenienza, livelli di riconoscimento e idoneità. Non conferiscono quote di proprietà, diritti a utili o distribuzioni, né diritti di governance o di voto.
Non emettiamo asset token, non tokenizziamo immobili in proprio e non offriamo prodotti d'investimento. Se un progetto di un cliente dovesse creare valori mobiliari o un altro prodotto regolamentato, serve prima una valutazione giuridica e regolamentare da parte di consulenti qualificati, prima di qualsiasi lavoro tecnico. Come questi registri si inseriscono nell'XDRIP Universe è spiegato nella panoramica XDRIP su XDRIP Knowledge.
Domande frequenti
Possedere un token equivale a possedere il bene? Non automaticamente. Un token porta con sé solo i diritti che il contratto o il quadro giuridico gli attribuiscono. Senza quel legame è una registrazione, non un titolo.
In Svizzera gli asset tokenizzati sono valori mobiliari? Dipende dalla funzione del token. La FINMA tratta come valori mobiliari i token d'investimento, economicamente paragonabili ad azioni, obbligazioni o derivati, e decide caso per caso.
XDRIP tokenizza immobili o vende token d'investimento? No. Realizziamo registri tokenizzati per accesso, provenienza e idoneità. Non tokenizziamo immobili in proprio e i nostri registri non danno diritti di proprietà, agli utili o di voto.
Quali beni sono più facili da tokenizzare? Secondo la BRI, quelli già digitali e standardizzati, che però tendono a offrire i vantaggi minori. I beni fisici con registri locali sono più complessi, perché la registrazione fuori dalla catena deve restare allineata.
Ogni registro ha bisogno di una blockchain? No. Un registro condiviso è utile quando più parti devono verificare gli stessi dati senza affidarsi a un unico operatore. Se una sola parte controlla tutti i dati, una banca dati tradizionale è spesso la scelta migliore.
Fonti: BIS Bulletin n. 72 «The tokenisation continuum» (11 aprile 2023); Codice delle obbligazioni, art. 973d (in vigore dal 1° febbraio 2021); guida pratica FINMA sulle ICO (16 febbraio 2018).
